Rumore Di Vicinato

Acustica edilizia

Nei rapporti tra privati il punto di vista cambia, tutto gira intorno al concetto di “disturbo” che diventa più soggettivo e quindi più difficile, per certi versi, da individuare in modo certo.
Trattandosi di questioni private la prima cosa da fare è rivolgersi direttamente al soggetto disturbante cercando una soluzione oppure, se si è in condominio, all’amministratore e/o agli altri condomini per avvalersi delle eventuali disposizioni del regolamento condominiale.

Come riferimento possono essere utili anche i regolamenti comunali di polizia urbana o i regolamenti locali che potrebbero fissare delle fasce orarie in cui certe attività -anche svolte all’interno delle abitazioni- non possono essere svolte.

Se non si può risolvere in questi modi o applicando il regolamento condominiale, e per tutti i casi diversi, la regola di riferimento principale la fissa il codice civile (art.844), che parla di “normale tollerabilità” come limite di rumore (od immissione di fumo, calore, esalazioni) che deve essere sopportato. Per farsi valere potrebbe quindi essere necessario intentare una causa civile, preceduta semmai da un tentativo di conciliazione.

C’è da dire infatti che il grado di “tollerabilità” varia da caso a caso e spesso alla fine va stabilito da un Giudice (in primis il Giudice di Pace), se non si trovano accordi col disturbatore anche tramite il condominio. In questo contano diverse variabili come il luogo ove si trova la casa (in una zona urbana è più difficile sentire i rumori dei vicini), l’orario in cui il rumore viene prodotto, la natura e la ripetizione dello stesso, la sua necessità (spesso i giudici derogano rispetto per esempio ai rumori di una ristrutturazione o al rumore di un’attività di produzione). Altre variabili, riferite a sentenze, sono anche le testimonianze di altri vicini, soprattutto quelli confinanti con l’appartamento oggetto delle molestie.

E’ opinione di molti Giudici di Cassazione inoltre il fatto che tutti i rumori che superino i limiti fissati per decreto a tutela degli interessi collettivi (DPCM 1/3/1991, limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) siano da considerarsi senz’altro intollerabili anche tra le pareti domestiche, ma aggiunge che la stessa intollerabilità si può avere anche con rumori che rientrano nelle soglie, tutto dipende dalle circostanze e il riferimento, ripetiamo, è il Codice Civile.

Le sentenze di Cassazione interessanti rispetto a tutto quanto detto sono la n.1069/2017 e la n.1363/2017.
Ancora diverso è il caso di schiamazzi in strada. In questo caso ci si deve rivolgere alla forza pubblica.

I Nostri Lavori

  • Nomina di autorità di polizia giudiziaria da parte del comandante dei vigili urbani del comune di Porto Torres (SS), per un contenzioso tra privati con relativi rilievi fonometrici